Plastiche riciclate meccanicamente PCR e PIR
Il riciclo meccanico post-consumo (PCR) e post-industriale (PIR) rappresentano oggi le due principali vie di riciclo meccanico. Questo processo, che include la raccolta dei rifiuti, la selezione, il lavaggio e la rigranulazione in una nuova forma lavorabile, permette di sottrarre i rifiuti plastici alla discarica, all’esportazione o all’incenerimento, permettendone invece il riutilizzo in nuovi prodotti.
La PCR è essenziale per rispettare normative sugli imballaggi come il PPWR, mentre la PIR spesso offre migliori prestazioni e una qualità più uniforme. La scelta più adatta dipende dall' applicazione, dagli obiettivi normativi e dai requisiti prestazionali del prodotto.
Qual è il tuo obiettivo di sostenibilità?
Selezionare un materiale che supporti le tue dichiarazioni ambientali non è semplice, perché richiede di bilanciare requisiti normativi, prestazioni, disponibilità e costi. Partire dal tuo obiettivo di sostenibilità principale aiuta a individuare la soluzione riciclata più adatta e a comprendere dove potrebbero essere necessari dei compromessi.
“Devo conformarmi al PPWR…”
Per conformarti al PPWR, è necessario incorporare contenuto riciclato post-consumo (PCR) per soddisfare le soglie obbligatorie di contenuto riciclato...
“Il mio OEM richiede contenuto riciclato…”
Se il passaggio diretto alla PCR risulta complesso, le soluzioni post-industriali riciclate (PIR) permettono di integrare contenuto riciclato senza compromettere eccessivamente le prestazioni...
“Devo ridurre la mia impronta di carbonio…”
Le plastiche riciclate meccanicamente, bio-circolari e biobased offrono emissioni di gas a effetto serra cradle-to-gate inferiori rispetto alle plastiche vergini non riciclate...
“Voglio costruire una strategia di sostenibilità credibile…”
Con la Direttiva sulle dichiarazioni ambientali (Green Claims Directive), la credibilità è fondamentale. La certificazione fornisce prove verificate delle caratteristiche legate al contenuto riciclato, supportando una comunicazione esterna trasparente e affidabile.
Qual è la differenza tra plastiche PCR e PIR?
PCR e PIR sono le due principali vie di riciclo meccanico disponibili oggi. Pur riducendo entrambe l’uso di materiale vergine, differiscono per origine della materia prima, costanza delle prestazioni e rilevanza normativa.
Riciclato post-consumo (PCR)
Le plastiche PCR sono realizzate da rifiuti raccolti dopo l’uso da parte dei consumatori, come imballaggi recuperati attraverso la raccolta differenziata domestica. Dopo la raccolta, i materiali vengono selezionati, macinati, lavati, trattati e sottoposti a compounding per ottenere proprietà uniformi.
Vantaggi:
- Supportano il rispetto delle normative che richiedono contenuto riciclato (PPWR e ELV).
- Riducono la dipendenza dalle risorse di origine fossile.
- Riducono il conferimento dei rifiuti in discarica o all’incenerimento.
- Contribuiscono all’economia circolare.
Svantaggi:
- Colore, odore e proprietà possono variare a seconda della qualità della materia prima.
- Potrebbero richiedere l’uso di additivi di processo o prestazionali per raggiungere le caratteristiche desiderate nel prodotto finale.
Riciclato post-industriale (PIR)
Le plastiche PIR derivano da scarti industriali puliti, materiali non conformi e rifiuti generati nei processi produttivi. Il processo di riciclo meccanico è molto simile a quello della PCR ma richiede una selezione, un lavaggio e compounding meno intensi.
Vantaggi:
- Possono offrire una qualità più costante grazie a una materia prima più pulita e controllata.
- Presentano un rischio di contaminazione inferiore rispetto ai rifiuti post-consumo.
- Sono più facili da integrare nei processi produttivi esistenti senza richiedere cambiamenti significativi.
- Contribuiscono alla riduzione degli scarti nei processi produttivi.
Svantaggi:
- Non contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di contenuto PCR richiesti dal PPWR e dall’ELV.
- La tracciabilità e l'origine del materiale possono limitare i benefici in termini di sostenibilità e la possibilità di supportare dichiarazioni ambientali, in assenza di un'adeguata rendicontazione.
- Sono generalmente meno disponibili rispetto ai materiali PCR.
Non tutte le plastiche riciclate sono uguali
I polimeri riciclati possono variare notevolmente in base all’origine della materia prima, alle modalità in cui viene trattata e ai processi utilizzati durante la produzione. Nel caso delle plastiche riciclate, sono necessarie fasi aggiuntive di raccolta, selezione e pulizia prima che il materiale possa essere ritrasformato. Questi passaggi sono essenziali per garantire qualità costante, ma possono anche influenzare costo, disponibilità e prestazioni.
I materiali riciclati seguono una dinamica di costo diversa rispetto ai polimeri vergini. Mentre il prezzo dei polimeri vergini è in gran parte influenzato dal costo delle materie prime, il costo della PCR è determinato in larga misura dai processi di lavorazione, tra cui selezione, pulizia ed estrusione. Di conseguenza, i materiali riciclati sono meno esposti direttamente alla volatilità dei prezzi delle materie prime che rende difficile prevedere l'andamento dei prezzi dei polimeri vergini. Sebbene oggi la PCR possa presentare un costo superiore, la sua struttura di costo tende a essere più stabile. Per i trasformatori e i proprietari di marchi, questa maggiore prevedibilità e la minore esposizione alle oscillazioni del mercato del petrolio possono rendere i materiali riciclati una soluzione interessante nel lungo periodo.
Comprendere queste differenze è fondamentale nella scelta del materiale giusto. Fattori come proprietà meccaniche, requisiti estetici, obiettivi normativi e stabilità di fornitura giocano tutti un ruolo importante nella scelta del polimero più idoneo per una specifica applicazione.

Grafico che rappresenta l'incidenza dei costi di ogni fase della catena di approvvigionamento per i polimeri vergini rispetto a quelli riciclati.
Cos’è il riciclo chimico?
Il riciclo chimico delle plastiche utilizza tecnologie che scompongono i rifiuti plastici in blocchi molecolari che possono essere usati come nuove materie prime per la produzione di polimeri ad elevata purezza. Questi processi possono rendere possibile il riciclo di materiali dove il riciclo meccanico non risulta adatto, ad esempio nelle applicazioni a contatto con alimenti e nel settore medicale, dove vigono requisiti normativi particolarmente rigorosi.
Tuttavia, il riciclo chimico richiede un elevato consumo energetico e a seconda del processo e della qualità della materia prima, può comportare un’impronta di carbonio superiore rispetto al riciclo meccanico o persino ai materiali vergini.
Oggi, il riciclo chimico viene generalmente utilizzato quando i requisiti normativi o di purezza del materiale prevalgono sulla necessità di ridurre l’impronta di carbonio, pur soddisfacendo l’obiettivo di circolarità.
Riciclo a ciclo chiuso
Il riciclo a ciclo chiuso descrive il processo attraverso il quale un prodotto (ad esempio una bottiglia in PET) viene riciclato, trasformato di nuovo in granuli (rPET), e successivamente stampato nello stesso prodotto (una nuova bottiglia) ripetendo il ciclo nel tempo. Rispetto al riciclo a ciclo aperto "open loop", che utilizza materiali provenienti da fonti diverse di riciclato, il riciclo a ciclo chiuso riutilizza lo stesso materiale nella stessa applicazione.
Questo approccio apre la strada ad applicazioni più esigenti. Utilizzando la stessa materia prima, il rischio di contaminazione è minimizzato e i livelli di qualità rimangono elevati. Ciò consente inoltre di ottenere determinate certificazioni o approvazioni, come ad esempio l'idoneità al contatto alimentare.
Tuttavia, questo modello richiede infrastrutture dedicate sistemi di raccolta e restituzione efficaci. Di conseguenza, è necessario un volume sufficiente per rendere il riciclo a ciclo chiuso fattibile ed economicamente sostenibile.
Quali sono i vantaggi del riciclo a ciclo chiuso?
- Una catena del valore trasparente e facilmente comprensibile
- Qualità del materiale più costante grazie all'impiego di una singola fonte di materia prima riciclata.
Quali sono gli svantaggi del riciclo a ciclo chiuso?
Questo approccio al riciclo richiede infrastrutture dedicate e sistemi di raccolta e restituzione ben strutturati. Di conseguenza, è necessaria un volume sufficiente per rendere il riciclo a ciclo chiuso realizzabile ed economicamente sostenibile.

Polimeri riciclati: domande frequenti
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