Glossario: Termini sulla sostenibilità spiegati

Materiali, polimeri o plastiche derivati interamente o parzialmente da biomassa come piante, scarti alimentari o microrganismi. I monomeri derivati da tali fonti possono dare luogo a polimeri con prestazioni identiche ai loro equivalenti di origine fossile, offrendo una soluzione 'drop-in' per i prodotti esistenti.
Polimeri che possono essere decomposti da microrganismi, come batteri e funghi, in sostanze naturali quali acqua, anidride carbonica e biomassa. Questo processo richiede spesso specifiche condizioni ambientali che possono essere garantite solo da impianti di compostaggio industriale.
Un'iniziativa collaborativa europea che riunisce oltre 180 aziende rappresentative dell'intera filiera del packaging flessibile.
Un insieme di tecnologie avanzate di riciclo che scompongono i rifiuti plastici nei loro elementi chimici costitutivi (monomeri), che possono poi essere usati per produrre nuove plastiche o prodotti chimici con prestazioni paragonabili a quelle dei polimeri vergini o di prima qualità.
Un sistema economico volto a minimizzaregli sprechi e a valorizzare al massimo le risorse. Si basa sulla progettazione di prodotti durevoli, riutilizzabili, riciclabili e rigenerabili, mantenendo materiali e risorse in circolazione il più a lungo possibile.
Un sottogruppo di materiali biodegradabili che si decompongono completamente, in specifiche condizioni di compostaggio che possono essere raggiunte in ambienti naturali, entro un periodo di tempo definito, senza lasciare residui tossici.
Un confine specifico per una Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) di un prodotto. Valuta gli impatti ambientali di un prodotto dall'estrazione delle materie prime ("cradle", culla) fino al momento in cui lascia lo stabilimento ("gate", cancello).
Un confine specifico per una Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) di un prodotto. Si riferisce alla valutazione dell'intero ciclo di vita di un prodotto o di materiali, dall'estrazione delle materie prime ("cradle", culla) fino alla sua produzione, distribuzione, uso e infine allo smaltimento ("grave", tomba).
Una direttiva dell'Unione Europea che mira a rendere le aziende più responsabili del loro impatto sulle persone e sull'ambiente lungo l'intera catena di fornitura. Si ispira a normative nazionali come la legge tedesca sulla Due Diligence nella catena di fornitura (LkSG), ma con un ambito di applicazione più ampio a livello europeo.Le imprese possono essere soggette a sanzioni in caso di mancata conformità.
Definito dalla Commissione Europea come le responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società. Le aziende possono diventare socialmente responsabili integrando aspetti sociali, ambientali, etici, relativi ai consumatori e ai diritti umani nelle proprie strategie aziendali e attività operative, nel rispetto della normativa vigente.
Una strategia di progettazione dei prodotti che mira a massimizzare il recupero di materiali di valore dai flussi di rifiuti, ridurre il ricorso di materie prime vergini e minimizzare l'impatto ambientale associato allo smaltimento. Rappresenta una strategia chiave per passare a un'economia più circolare.
L'integrazione delle considerazioni ambientali nel processo di progettazione di prodotti e servizi, con l'obiettivo di ridurne l'impatto ambientale lungo l'intero ciclo di vita. Questo approccio include aspetti quali la riciclabilità, la durabilità e la riduzione dell'uso di materiali.
Tecnopolimeri rigenerati per applicazioni ad alte prestazioni
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Un regolamento stabilito dall'UE che comprende una serie di norme per la progettazione e la fabbricazione dei veicoli. Il regolamento promuove la progettazione circolare, l'utilizzo di contenuto riciclato,una gestione più efficiente dei veicoli a fine vita, un maggior recupero delle materie prime e una migliore cooperazione lungo la filiera.
Un quadro che aiuta le aziende a ridurre il proprio impatto ambientale. Guida le imprese nell'identificare, ridurre e gestire fattori come l'impronta di carbonio, i rifiuti e il consumo di risorse.
Una Norma Europea che mira ad aumentare la riciclabilità degli imballaggi negli attuali flussi di riciclo. La norma contiene linee guida per supportare i produttori fin dalle prime fasi di progettazione del prodotto, oltre a protocolli per testare e verificare la riciclabilità delle soluzioni sviluppate. Questa norma rappresenterà un riferimento tecnico per diversi requisiti previsti dal PPWR.
Una Norma Europea che definisce le procedure di prova e i criteri di conformità per verificare la biodegradabilità e la compostabilità degli imballaggi. La certificazione richiede che il prodotto superi criteri di biodegradabilità, disintegrazione, limiti di metalli pesanti e altre sostanze chimiche, nonché criteri di ecotossicità e qualità del compost.
Una Norma Europea che definisce come le materie plastiche devono essere testate e valutate per poter essere chiamate «recuperabili organicamente». Le procedure previste includono la verifica della biodegradabilità, della disintegrazione durante il trattamento biologico, dell'impatto sul processo di compostaggio e della qualità del compost ottenuto. Questa norma supporta le aziende nella formulazione di dichiarazioni di compostabilità dei propri prodotti. Per le applicazioni di imballaggio, il riferimento normativo specifico è la EN 13432.
Una Norma europea che fornisce linee guida per la produzione delle plastiche riciclate, definendo i processi di raccolta, selezione, pulizia e rilavorazione dei materiali. L'obiettivo è garantire la tracciabilità lungo l'intera filiera e consentire un calcolo accurato del contenuto riciclato nei prodotti. Questa norma si applica a tutte le imprese della filiera, inclusi produttori di polimeri, riciclatori, stampatori e produttori di imballaggi.
Un documento verificato da terzi che fornisce una visione obiettiva e comparabile delle prestazioni ambientali di un prodotto o di un servizio.
Un principio definito dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, secondo cui i produttori sono responsabili dei propri prodotti lungo l'intero ciclo di vita. Questo pone la responsabilità per il fine vita di un prodotto nelle mani del produttore, con l'obiettivo di ridurre i rifiuti e incentivare il riciclo e il riuso dei materiali.
Insieme di criteri utilizzati per valutare l'impatto di un'azienda sulla società e la sostenibilità delle sue pratiche aziendali. Investitori e stakeholder usano sempre più i fattori ESG per valutare rischi e opportunità.
Standard europei che stabiliscono i requisiti per la comunicazione delle informazioni di sostenibilità da parte delle imprese. Questo insieme di standard incoraggia le imprese a comunicare in modo trasparente i propri impatti sulle persone e sull'ambiente, favorendo il conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo.
Gas nell'atmosfera terrestre che trattengono il calore, contribuendo all'effetto serra. I principali gas a effetto serra includono anidride carbonica (CO₂), metano (CH₄) e ossido nitroso (N₂O). La rendicontazione delle emissioni di GHG è cruciale per comprendere l'impatto climatico di diversi prodotti e processi.
Uno standard globale utilizzato per misurare, rendicontare e gestire le emissioni di gas a effetto serra.
Un'organizzazione internazionale e indipendente che standardizza come le aziende devono rendicontare la sostenibilità.
Un sistema di certificazione riconosciuto a livello globale che garantisce la tracciabilità e la catena di custodia di materie prime rinnovabili e riciclate, dalla loro origine fino al prodotto finale.Tra i più diffusi al mondo, l'ISCC verifica il rispetto di requisiti di sostenibilità attraverso un processo di certificazione indipendente che coinvolge molteplici stakeholder. Il sistema mira a verificare che i materiali usati in vari settori siano ambientalmente, socialmente ed economicamente sostenibili.
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Uno standard riconosciuto a livello internazionale per i Sistemi di Gestione Ambientale ("EMS").
Standard internazionali che definiscono il quadro delle Valutazioni del Ciclo di Vita (LCA).
La norma ISO 14040 fornisce la base per strutturare una LCA, delineando le quattro fasi chiave coinvolte. In breve, aiuta a pianificare una LCA.
La norma ISO 14044 fornisce le linee guida per i processi specifici coinvolti nel processo LCA. In breve, aiuta nell'esecuzione di una LCA.
Un organismo internazionale che sviluppa standard globali per la rendicontazione della sostenibilità, cioè cosa le aziende devono comunicare nei loro rapporti finanziari riguardo questioni di sostenibilità che influenzano il valore dell'azienda, i flussi di cassa e i profili di rischio.
Un metodo standardizzato per quantificare gli impatti ambientali di un prodotto o servizio dall'estrazione delle materie prime, attraverso la produzione e l'uso, fino al fine vita (riciclo, incenerimento, discarica, ecc.).
Una metodologia usata per tracciare il flusso di materie prime sostenibili (es. riciclate meccanicamente, da biomassa o riciclate chimicamente) all'interno dei processi produttivi industriali, dove vengono combinate con materie prime convenzionali di origine fossile. Questo approccio consente di attribuire ai prodotti finali una quota di contenuto sostenibile proporzionale alle materie prime sostenibili impiegate nel processo produttivo.
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Il processo di separazione fisica dei rifiuti plastici, lavaggio, triturazione e rielaborazione in granuli polimerici che possono essere trasformati in nuovi prodotti.
Un programma internazionale rivolto all' industria delle materie plastiche per prevenire la dispersione di pellets, scaglie e polveri di plastica nell'ambiente.Il suo obiettivo finale è promuovere l'adozione di buone pratiche di gestione, movimentazione e contenimento dei materiali, al fine di raggiungere l'azzeramento delle perdite di granuli plastici lungo l'intera filiera.
Una misura delle emissioni totali di gas serra (GHG) prodotte nell'intero ciclo di vita di un prodotto, dall'estrazione delle materie prime fino al fine vita e allo smaltimento.
Materiali, come i polimeri, ottenuti da rifiuti generati dai consumatori e recuperati anziché destinati alle discariche o all'incenerimento.
Una misura dell'impatto ambientale di un prodotto o di un servizio durante l'intero suo ciclo di vita. Basandosi sull'Analisi del Ciclo di Vita (LCA), il PEF considera l'impronta di carbonio, il consumo di materiali, il fabbisogno di acqua ed energia, l'inquinamento atmosferico e i flussi di rifiuti a fine vita.
Materiali, come i polimeri, ottenuti dal recupero di scarti generati durante i processi di produzione industriale (es. scarti di lavorazione). Questo è anche noto come contenuto riciclato pre-consumo.
Un regolamento dell'Unione Europea (UE) volto a ridurre l'impatto ambientale degli imballaggi. Sostituisce la precedente Direttiva europea sugli imballaggi e si applica direttamente a tutti gli Stati membri dell'UE. Il PPWR mira a ridurre i rifiuti da imballaggio, promuovere il riutilizzo e il riciclo e incrementare l'impiego di contenuto riciclato negli imballaggi.
Un'iniziativa no-profit, trasversale a diversi settori industriali, che promuove la tracciabilità della plastica riciclata e l'uso di plastiche riciclate nei prodotti in Europa. Gli schemi di certificazione RecyClass supportano gli operatori lungo l'intera filiera a raggiungere obiettivi di sostenibilità, dimostrando l'origine e la tracciabilità della materia prima dal riciclatore allo stampatore.
Materie prime derivanti da fonti che possono essere rigenerate nel tempo, come la biomassa (da oli di origine vegetale, zuccheri, ecc.), utilizzate per la produzione di sostanze chimiche, monomeri e polimeri.
Una categoria di emissioni di gas a effetto serra definita dal Greenhouse Gas Protocol come "emissioni dirette provenienti da fonti possedute o controllate dall'organizzazione". Sono emissioni generate direttamente dall'azienda. Per esempio le emissioni generate dall'esercizio di caldaie, forni, macchinari e veicoli aziendali.
Una categoria di emissioni di gas a effetto serra definita dal Greenhouse Gas Protocol come "emissioni indirette da energia/servizi". Le emissioni derivanti dalla generazione di elettricità, riscaldamento e raffrescamento, acquistati e consumati dall'azienda per le proprie attività operative.
Una categoria di emissioni di gas a effetto serra definita dal Greenhouse Gas Protocol come "altre emissioni indirette". Si tratta di tutte le emissioni indirette non incluse nello scope 2, che non si verificano all'interno dell'azienda ma altrove nella catena del valore e per le quali l'azienda è quindi indirettamente responsabile. Tra queste rientrano, ad esempio, gli spostamenti dei dipendenti, il trasporto e la distribuzione dei prodotti, l'utilizzo dei prodotti venduti e la loro gestione a fine vita.
Un documento usato all'interno del sistema ISCC PLUS per fornire informazioni sugli attributi ambientali certificati di un lotto specifico di materiale. Secondo ISCC PLUS la dichiarazione di sostenibilità è un documento di consegna che contiene le informazioni rilevanti sul materiale certificato che deve essere emesso dal fornitore per ogni consegna di materiale certificato.
Un insieme di 17 obiettivi globali di sostenibilità progettati dalle Nazioni Unite per essere una "roadmap per raggiungere un futuro migliore e più sostenibile per tutti".
Un insieme di regole dell'UE su come gestire i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche per un'economia più circolare.
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